|
QUANDO SI DECIDE DI SOSTITUIRE GLI INFISSI
In questi ultimi anni, usufruendo delle agevolazioni fiscali del 55%, in moltissimi hanno sostituito gli infissi della propria abitazione.
Le agevolazioni sono state prorogate per un altro anno dall’attuale governo e permetteranno di detrarre il 55% della spesa sostenuta dalle tasse anche se in 10 anni invece che in 5.
Spesso però c’è ancora una certa superficialità nella scelta dei nuovi infissi, in quanto si cerca di avere le detrazioni fiscali per il risparmio energetico ma non si fa ancora troppo caso a tutta una serie di dettagli molto importanti e che riescono a fare una grande differenza sia per quanto riguarda l’effettivo risparmio nei costi di riscaldamento, sia per quanto riguarda il comfort di cui potremo godere nelle nostre abitazioni.
In particolare bisogna porre attenzione alla scelta dei materiali costitutivi dell’infisso, alla corretta posa in opera degli infissi stessi ma anche ad una serie di elementi accessori come i cassonetti delle serrande e le schermature.
Andiamo con ordine.
Oggi, oltre ai più tradizionali infissi in legno abbiamo in commercio infissi in alluminio e infissi in pvc.
Gli infissi in legno spesso sono associati all’alluminio per il rivestimento esterno che garantisce una importante protezione dalle intemperie. Il fatto stesso di essere costituite da un materiale isolante, quale è il legno, garantisce di solito delle buone prestazioni dell’infisso, ma questo deve essere associato ad una ricerca da parte del produttore per unire le prestazioni desiderate a spessori non eccessivi.
Gli infissi in alluminio hanno dominato il mercato negli ultimi decenni. Almeno nel centro Italia, soppiantando, per la loro resistenza e durata il tradizionale legno. Il costo di questi infissi però oggi è notevole. Le ditte più all'avanguardia riescono comunque a produrre infissi con ottime prestazioni termiche e spessori contenuti dei profili unendo alle prestazioni termiche la ricerca legata al design.
Infine oggi l’industria sta investendo molto sugli infissi in pvc. Questi risultano convenienti per il consumatore in quanto il prezzo di acquisto è molto ridotto soprattutto rispetto agli infissi in alluminio (per quanto riguarda il legno la variabilità dei prezzi è veramente notevole) e promettono una bassissima manutenzione e lunga durata. Dal punto di vista estetico è più difficile trovare un prodotto gradevole, ma ci sono comunque in commercio profili interessanti.
 |
 |
| Vista esterna |
Vista interna |
Per la scelta del profilo, pertanto è importante considerare anche altri fattori, tra cui di fondamentale importanza sono i costi ambientali. Da questo punto di vista, il materiale più “ecologico” è senza dubbio il legno: rinnovabile, con un ciclo di produzione sufficientemente artigianale, totale riciclabilità dei componenti a fine ciclo di vita.
Parliamo dei vetri.
Le prestazioni termiche dell’intero infisso (dato perciò dall’insieme del telaio e del vetro) debbono rispettare le vigenti normative che variano in base alle diverse fasce climatiche e che sono diventate più restrittive recentemente (vedi tabella).

Nelle regioni del centro Italia si tende ad utilizzare il doppio vetro con una camera d’aria disidratata interna che funge da isolante. Nel nord Italia o nelle regioni di montagna, sempre più, si lavora con il triplo vetro e le due camere che si creano sono riempite di gas (solitamente gas argon che ha una conduttività termica molto inferiore rispetto all’aria).

I vetri utilizzati attualmente sono detti bassoemissivi: sono cioè trasparenti alle radiazioni solari, lasciandole così entrare all'interno dell'edificio, e “opache” alla radiazione termica emessa dai corpi riscaldanti ( non lasciano cioè uscire il calore interno). Permettono quindi una drastica riduzione delle dispersioni termiche permettono un notevole risparmio dei costi energetici di riscaldamento.
Una volta compiuta la scelta dell’infisso, dovremo preoccuparci di come sarà installato.
Questo argomento viene spesso dimenticato perché il committente, ignaro degli aspetti tecnici, si affida alla competenza dell’installatore. Quest’ultimo però raramente (almeno nel centro Italia dove ho più esperienza) ha voglia e convenienza, e forse anche competenza, per istruire il cliente su come sarebbe meglio installare l’infisso per non avere,successivamente, problemi legati alla formazione di muffe o più in generale a dispersioni di calore che penalizzano le elevate prestazioni dell’infisso.
Un tempo nelle nostre abitazioni il ricambio d’aria era in qualche modo garantito dalle finestre, anche se chiuse: queste infatti spesso e volentieri, lasciavano passare una grande quantità di spifferi. Questa realtà, seppur fastidiosa per il confort interno, garantiva però pur sempre un passaggio d’aria costante e quindi condizioni igrometriche interne migliori. Inoltre, sulla superficie del vetro, nelle giornate invernali più fredde, si formava spesso condensa: l’aria calda interna, a contatto con la superficie fredda del vetro, portava alla formazione delle famose goccioline.
Oggi questo non accade più. L’uso dei doppi e tripli vetri e dell’infisso a taglio termico fa si che le superfici vetrate non siano più gelide e che non siano più luogo di formazione di condensa.
La produzione di umidità negli ambienti però è sempre presente, se non addirittura maggiore, e questa andrà ora a formare condensa non più sui vetri ma nel nodo tra infisso e muratura. E’ per questo che bisognerà pensare bene a come installare l’infisso studiando a fondo anche quel dettaglio.
La soluzione più efficace, ma anche meno praticata sin ora ai nostri climi, è quella di coibentare l’esterno sormontando il telaio fisso con l’isolante, in modo tale da ricreare l’unione tra infisso e muro.
Inoltre esistono dei nastri autoespandenti che riescono a sigillare i giunti con maggiore efficacia e maggiore durata nel tempo rispetto alle schiume che sicuramente vi verranno proposte dagli installatori.
Sarebbe importante, se possibile, sostituire i controtelai: spesso infatti le imprese che vengono a fare i preventivi, vi proporranno di realizzare il nuovo infisso sul telaio di quello precedente. Questa ipotesi, sicuramente meno invasiva se la sostituzione avviene in un ambiente abitato, risulta però meno efficace da un punto di vista termico, riducendo tra l’altro la superficie vetrata che avrete a disposizione alla fine.
Altro punto importante è il materiale costitutivo del controtelaio e la sua posizione rispetto allo spessore del muro. Un controtelaio in legno, ad esempio è molto più isolante di uno metallico, ma talvolta si vedono infissi in legno montati su controtelai in metallo.
È necessario infine porre attenzione alle soglie (o davanzali). Lo stesso davanzale, passante tra interno ed esterno dell’abitazione, costituisce un punto di debolezza: meglio 2 distinte soglie interrotte dal passaggio di un listello in legno o di un isolante.
Per quanto concerne i cassonetti si possono fare diversi ragionamenti: certo è che, installando un nuovo infisso con bassa trasmittanza termica, il vecchio cassonetto, lasciato in opera senza considerare alcuna ipotesi di isolamento, costituirà una fuga di calore sensibile dalla vostra abitazione..
Purtroppo non sempre è possibile trovare soluzioni poco invasive e già pronte in commercio per risolvere il problema e anche la scelta della sostituzione non sempre è praticabile per via degli spessori dei muri delle palazzine degli anni ‘70 e ’80 che non consentono l’inserimento a filo muro di un elemento isolato adeguatamente che possa contenere anche l’avvolgibile. Problemi si incontrano anche quando invece degli avvolgibili abbiamo le persiane: i sistemi di aggancio di queste ultime dovrebbero essere studiati per evitare la formazione di ponti termici puntuali.
Questi punti di debolezza infatti sono facilmente individuabili per mezzo di una termografia.
Ogni caso pertanto richiede di essere valutato singolarmente e con un po’ d’ingegno si riescono a trovare soluzioni valide ed efficace con costi contenuti.
Chiaramente se stiamo intervenendo in maniera generale su un edificio o appartamento, lavorando anche sulle pareti esterne, sarà più semplice trovare soluzioni efficaci. Stessa cosa per i nuovi edifici: sono in commercio sistemi semplici ed efficaci di cassonetti preisolati.
Una ipotesi da considerare è fare riferimento a produttori certificati da Casaclima. L’Agenzia Casaclima infatti ha messo in atto una rete di produttori che hanno seguito dei corsi specifici che vanno dalla produzione alla posa in opera e che con prezzi analoghi a quelli di mercato garantiscono un prodotto rispondente a tutte le normative europee ed in più montati in maniera tale da evitare spiacevoli ponti termici.
|